:: G I O T T O :: 

N A T I V I T A'

1303-1305

Affresco 200 cm x 185 cm

Padova, cappella dell'Arena (o degli Scrovegni)

 

Giotto (Ambrogio Bondone) nato nel 1267, lavora per i Peruzzi e i Bardi, le famiglie fiorentine titolari delle più importanti banche europee di allora e per la basilica di San Francesco ad Assisi, la chiesa dell'epoca più in vista della cristanità; lavora per il papa, per il più ricco e influente cittadino di Padova (Scrovegni), per la cappella e per l'altare maggiore della basilica di San Pietro a Roma, per il re di Napoli e per Azzone Visconti, signore di Milano. 
La decorazione della cappella degli Scrovegni di Padova (tra il 1303 e il 1305) è indicata da tempo come l'opera più significativa lasciataci da Giotto e come uno dei fatti capitali della storia della pintura europea.
La decorazione della basilica inferiore di Assisi (prima del 1309), della cappella Peruzzi, della Cappella Bardi (dopo il 1317) sono altre opere della maturità del maestro.
Il grande artista, diviso tra gli impegni per  l'Opera del Duomo di Firenze (l'ideazione del Campanile appartiene a Giotto) e le più prestigiose commissioni (tra il 1329 e il 1333 lavora a Napoli per il re Roberto di Angiò verso il 1335 lavora a Milano per Azzone Visconti), dirige ancora con sicurezza la sua efficiente bottega, della quale escono opere di grande impegno figurativo e di stupefacente sontuosità e fulgore cromatico, come i grandi polittici di Bologna e della cappella Barroncelli in Santa Croce (Firenze), ambedue recanti la firma di Giotto.

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