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Giotto (Ambrogio
Bondone) nato nel 1267, lavora per i Peruzzi e i Bardi, le famiglie
fiorentine titolari delle più importanti banche europee di
allora e per la basilica di San Francesco ad Assisi, la chiesa
dell'epoca più in vista della
cristanità; lavora per il papa, per il più ricco e influente
cittadino di Padova (Scrovegni), per la cappella e per l'altare
maggiore della basilica di San Pietro a Roma, per il re di
Napoli e per Azzone Visconti, signore di Milano.
La decorazione della cappella degli Scrovegni di Padova (tra il
1303 e il 1305) è indicata da tempo come l'opera più
significativa lasciataci da Giotto e come uno
dei fatti capitali della storia della pintura europea.
La decorazione della basilica inferiore di Assisi (prima del
1309), della cappella Peruzzi, della Cappella Bardi (dopo il
1317) sono altre opere della maturità del maestro.
Il grande artista, diviso tra gli impegni per l'Opera
del Duomo di Firenze (l'ideazione del Campanile
appartiene a Giotto) e le più prestigiose commissioni (tra
il 1329 e il 1333 lavora a Napoli per il re Roberto di Angiò
verso il 1335 lavora a Milano per Azzone Visconti), dirige
ancora con sicurezza la sua efficiente bottega, della quale
escono opere di grande impegno figurativo e di stupefacente
sontuosità e fulgore cromatico, come i grandi polittici di
Bologna e della cappella Barroncelli in Santa Croce (Firenze),
ambedue recanti la firma di Giotto.
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